Falsi online: arrivano le prime condanne!!
Acquistare prodotti griffati online è una questione di fiducia, purtroppo non sempre ripagata…
Tantissimi siti sui quali è possibile comprare capi e accessori moda online millantano firme e nomi di stilisti prestigiosi offrendo le loro creazioni a prezzi estremamente ridotti che nella maggioranza dei casi si rivelano poi specchietti per le allodole.
Per questo fare shopping online può essere un’esperienza assolutamente gradevole e comoda a patto però di avere poche ma essenziali accortezze, prima fra tutte quella di affidarsi a siti sicuri e a store online che diano delle reali garanzie di un servizio serio oltre che ovviamente la qualità ed originalità dei prodotti venduti.
Un prezzo eccessivamente basso, per esempio, per un prodotto firmato è già di per sé un campanello di allarme.
Inoltre, un’ottima fonte di sicurezza può essere quella di avere alle spalle del sito web che effettua la vendita, uno o più negozi realmente esistenti e che quindi operano anche al di fuori di Internet.
La migliore scelta è, quindi, sempre quella di affidarsi solamente ai rivenditori ufficiali dei marchi.
Giglio.com, per esempio, coniuga entrambi i requisiti che offrono la maggiore tutela possibile: si tratta infatti di un’azienda che possiede sette boutique “reali” (e non solo virtuali), è rivenditore e concessionario ufficiale di tutti i marchi che propone in vendita, nonché membro della Camera Nazionale della Moda Italiana (soltanto due negozi in tutt’Italia, sono membri di questo prestigioso organo).
A tutelare il compratore così come il commerciante e le case di moda arrivano adesso le prime sentenze che condannano la contraffazione e la vendita di prodotti contraffati sui siti online.
Giunge infatti da Parigi la sentenza che ha recentemente condannato Ebay a pagare un notevole risarcimento alla maison Louis Vuitton che ne aveva denunciato lo scarso impegno nel contrastare la vendita sul sito stesso di merce contraffatta, che proprio sul sito di aste online Ebay raggiunge la preoccupante cifra del 90% del venduto totale. E non è la prima condanna che vede protagonista il sito Ebay. Appena qualche settimana prima era stata la casa di moda Hermes a denunciare il popolare sito ed ad aver ottenuto una simile sentenza.
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